Questa guida e' indirizzata agli utenti che sono alle prime armi con il sistema
Linux. L'obiettivo e' quello di inizializzare il lettore, verso il mondo dei
sistemi unix-like.
2. Cos'e' Linux ?
Linux e' un sistema operativo, disponibile per diverse piattaforme hardware tra
cui anche i processori Intel o compatibili. Linux appartiene alla famiglia dei
sistemi UNIX (Solaris, AIX, HPUX,ecc),ma e' stato scritto per essere
compatibile con le specifiche POSIX e include estensioni proveniente dai sistemi
System V e BSD.
Linux in se stesso e' costituito solo dal Kernel, il nucleo centrale del sistema
operativo che controlla il funzionamento di tutto il computer. La maggior parte
delle applicazioni di contorno al sistema sono sviluppate dalla GNU.
GNU e' un e' un acronimo ricorsivo e significa GNU is Not Unix (ovvero "GNU non
e' Unix"), e' nato nel 1983 da Richard Stallman, si basa su una gestione
dei diritti d'autore sul software libero.
Sito:
http://www.gnu.org
Il kernel di Linux e' stato ideato da Linus Torvalds, uno studente
finlandese il primo rilascio del kernel e' avvenuto nel 1991.
Sia il kernel di Linux sia il software realizzato dal progetto GNU vengono
rilasciati sotto la licenza GPL (General Public Licence) oppure sotto la
LGPL (Library GPL). Queste licenze garantiscono sia la tutela del
copyright da parte dell'autore sia la possibilità di poter modificare il codice
sorgente da parte dell'utente del software.
Il nome Linux fu attribuito a tale progetto solo in un secondo tempo, da parte
dell'amministratore di sistema che permisse l'upload del file sorgente del
kernel di Linus sul sistema ftp dell'università'.
Il 5 ottobre del 1991, Linus invio il seguente "post" sul newsgroup
comp.os.minix:
|
"Do you pine for the nice days of Minix-1.1, when men were men and wrote their own device drivers? Are you without a nice project and just dying to cut your teeth on a OS you can try to modify for your needs? Are you finding it frustrating when everything works on Minix? No more all-nighters to get a nifty program working? Then this post might be just for you. As I mentioned a month ago, I'm working on a free version of a Minix-lookalike for AT-386 computers. It has finally reached the stage where it's even usable (though may not be depending on |
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what you want), and I am willing to put out the sources for wider distribution. It is just version 0.02...but I've successfully run bash, gcc, gnu-make, gnu-sed, compress, etc. under it." |
|
Lo sviluppo del kernel di Linux e' ora
portato avanti da Alan Cox, descitto da Linus nel seguente modo:
"Note that nobody reads every post in
linux-kernel. In fact, nobody who expects to have time left over to actually do
any real kernel work will read even half. Except Alan Cox, but he's actually not
human, but about a thousand gnomes working in under-ground caves in Swansea.
None of the individual gnomes read all the postings either, they just work
together really well."
3. Cosa mi occorre per
installare Linux?
Un personal computer ...
.. una distribuzione di Linux ...
... e documentazione sulla distribuzione
Quale personal computer mi occorre?
Per i computer i386 la configurazione minima prevede l'utilizzo di un i386/SX a
16MHz con 1 MB di RAM. Per installare una distribuzione attualmente sono però
necessari almeno 4MB di RAM più spazio su disco per uno file di swap. Per un
normale uso domestico un 486 a 100Mhz con scheda video da 2MB, 16MB di RAM e un
disco da 500MB rappresenta davvero un OTTIMA macchina.
Per un uso aziendale un qualsiasi Pentium con 32MB di RAM e' un ottimo server
sopratutto con uno o due dischi SCSI molto capienti.
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Ecco una lista delle migliori distribuzioni Linux: |
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- Gentoo |
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- Slackware |
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- Debian |
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- Arch |
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- Fedora Core/Red Hat |
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- Suse |
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- Ubuntu |
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- altro ... |
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4. La Shell Di GNU/Linux
Possiamo vedere i vari comandi della shell di Linux in questo sito :
http://guide.supereva.com/fortran/interventi/2002/06/107905.shtml
La shell di Linux può essere considerata come un'interfaccia che permette
all'utente di interagire con il sistema. Quest'ultima può essere utilizzata in
console o in un terminale. Inoltre la shell è lo strumento più potente messo a
disposizione per l'utente, attraverso il quale gestisce l'intero sistema. Sono
presenti su un sistema Linux diversi tipi di shell:
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1. Sh |
Per ognuna delle quali e' presente un manual page (man) nel quale potrete
trovare tutte le informazioni riguardanti le shell sopra elencate.
5. Il Processo del Boot
E' una macchina di Linux su sistemi x86 intel compatibili(x86: e' per indicare
un'architettura di microprocessori inizialmente sviluppata e prodotta
dall'Intel),il boot a diversi stadi che sono :
l'accessione al BIOS su rom definisce l'ordine dei device da utilizzare per
effettuare il boot;il boot sector del primo device di boot contiene il codice,
nel caso di Gnu/Linux il più diffuso e' Lilo.
IL bootloader e' un piccolo programma utilizzato,come suggerisce il nome
stesso per il boot del sistema.
Il Lilo e' un acronimo di "LInux LOader"; il loader lancia il caricamento del
kernel,che si copia in memoria ed esegue i controlli e il riconoscimento
dell'hardware; nel fine del caricamento del kernel si esegue il processo di init,e'
il padre di tutti i processi,esso gestisce il caricamento di tutti gli altri
programmi da eseguire per completare il boot.
Il funzionamento del booloader e' assai complicato ma lo si può sintetizzare e
semplificare in poche frasi..
- in un momento,il BIOS della macchina carica il bootloader
- questo in seguito,carica il kernel del sistema o i bot sectors di altri
sistemi operativi (come windows) passando ad altri programmi la successiva
operazione di boot (COMMAND.COM in windows)
A questo punto la funzione del boot loader e' terminata ed inizia la vera e
propria frase di bootstrap del sistema operativo.
6. Installazione di
programmi
a) PACCHETTI RPM
RPM,e' una utilità che ci permette di istallare e disinstallare e
aggiornare,interrogare,verificare ,costruire pacchetti software.
RPM,permette di istallare programmi gia compilati con una facilità e rapidità
molto semplice sul nostro sistema operativo(OS).
Esso e' usato su molte distribuzioni di Linux ad esempio su RedHat,e' molto
importante utilizzare gli RPM adatti sul nostro sistema;gestisce automaticamente
le (dependencies),se proviamo a installare un RPM che richiede librerie o
programmi non presenti o non abbastanza aggiornati,il sistema ci darà un errore
e ci verrà indicato quali file che mancano;invece se proviamo a disinstallare
un package che contiene dei file utilizzati da altri programmi (file in comune), ci
verrà indicato un messaggio di errore.
Gli RPM automaticamente distribuiscono i file di un pacchetto nelle directory
giuste (logs in /var/log, file di configurazione in /etc/, binari in /usr/bin o
/usr/sbin, script di startup in /etc/rc.d/init.d/ ecc.) e verificano la presenza
di conflitti o installazioni più recenti.
Ma anche esso a dei sui svantaggi in anzi tutto si usano dei file gia
compilati,e non sempre gli RPM vengono resi disponibili in tempi brevi.
|
I comandi di istallazione dei RPM : |
|
rpm -i [opzioni] [pacchetti] |
b) APT-GET,DPKG,SORGENTI
E TARBALL:
Il Tarball più comunemente chiamato l'archivio dei sorgenti,si presenta molto
spesso come una vera e propria struttura che contiene i file sorgenti e anche la
documentazione per utilizzo e la compilazione del software,file binari e script
che ci aiutano nella procedura di installazione.
I file vengono per prima cosa archiviati come unico file con il programma tar,per
poi essere compressi con Gzip o Bzip2.
Ma in questo caso non esiste una vera procedura di istallazione cioè per la
compilazione dei sorgenti e' importantissimo leggere la documentazione che e'
insieme ai sorgenti (README). In questa guida inserirà la sintassi di default
per la compilazione dei sorgenti:
./configure [ opzioni ] Verifica le dipendenze e crea il Makefile.
make [ opzioni ] Attraverso il Makefile creato precedentemente compila i
sorgenti e installa
Questi tipi di file li possiamo trovare in CD ma anche scaricando programmi da
internet.. Tipicamente la procedura di installazione si riassume in questi passi
(leggere sempre i file INSTALL o README per le effettive istruzioni di
installazione).
|
Alcune opzioni usate dal tar sono : |
|
-c crea un nuovo archivio. |
Il tar come detto prima viene usato per scompattare/comprimere un file con
estensione tar.gz o tar.bz2. Le sintassi sono queste:
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Per i tar.gz |
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tar xzvf pacchetto.tgz |
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Per i tar.bz2 : |
|
tar xvf pacchetto.tar.bz2 |
Gestire l'installazione di un pacchetto con estensione .deb e quindi per distro
Gnu/Linux in particolar modo Debian, Ubuntu e' semplice, basterà digitare da
terminale il seguente comando
|
Installazione dei pacchetti : |
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dpkg --install pacchetto.deb |
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Rimozione dei pacchetti : |
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dpkg --remove pacchetto |
|
Rimozione pacchetti e relative configurazioni : |
|
dpkg -P pacchetto |
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Installazione da repository : |
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apt-get install nomepacchetto |
7. Il kernel
a) Cosa è il kernel.
Il Kernel è la parte più importante del nostro sistema operativo. Si tratta di
un codice che si occupa della gestione delle risorse presenti nel nostro
computer e le rende direttamente accessibili agli altri programmi.
In parole molto semplici, il kernel è un mediatore che serve a far interagire il
software con l'hardware lavorando a basso livello.
Esistono diverse famiglie di kernel sul sistema Linux:
|
- 2.2 |
di cui ogni famiglia presenta upgrade differenti da un kernel della famiglia
precedente.
b) Configurazione del
kernel.
per intervenire sulla configurazione del kernel occorre innanzitutto
procurarsene i sorgenti dal sito
http://www.kernel.org
.
Il kernel a cui facciamo riferimento e' della famiglia 2.6,gli accorgimenti
suggeriti rimangono validi in linea di massima per il kernel 2.4...e ora scarica
l'ultima versione del kernel :D
salvare l'archivio di sorgente nella directory /usr/src e decomprimerlo con:
|
tar xjvf linux<VERSIONE>.tar.bz2 |
Posizionare nella directory creata dal precedente comando:
|
cd linux<VERSIONE> |
Per eliminare i file e i collegamenti generati da un'eventuale compilazione
precedente,e il file .config che contiene il salvataggio della configurazione
corrente,lanciare:
|
make mrproper |
Per avviare il programma di gestione della configurazione lanciare:
|
make gconfig |
"Si hanno a disposizione diversi font-end di configurazione del kernel. Dalla
directory dei sorgenti e' possibile lanciare make config,make menuconfig,make
xconfig,make gcconfig,make kconfig per poter vedere e provare i vari software di
gestione della configurazione."
A questo punto vedremo il programma per la configurazione del kernel. Si tratta
di abilitare o meno le varie voci suddivise in sezioni e sottosezioni.
Generalmente e' possibile abilitare una funzionalità in modalità built-in
oppure tramite modulo. La modalità built-in consiste che la funzionalità viene
caricata staticamente al momento del caricamento del kernel.
Modalità modulo significa che la funzionalità può essere caricata o rimossa
dal kernel mentre esso e' in esecuzione.
Durante la configurazione del kernel, si consiglia di non inserire tutte le voci
necessarie in modalità built-in o module.
Questo comporterebbe la creazione di un kernel monolitico o modulare, ognuno dei
quali ha vantaggi e svantaggi.
Il kernel monolitico ha tutto incluso, quindi non necessita del caricamento di
moduli per periferiche, o altro, quindi più comodo, il suo svantaggio sta nel
fatto che avendo un kernel monolitico predisposto per molte periferiche,device o
altro, si va a creare un kernel pesante, il che potrebbe influire sulle
prestazioni della computer.
Un kernel modulare, invece, segue un procedimento di creazione dell'immagine,
simile al kernel monolitico. Il vantaggio del kernel modulare, a differenza del
monolitico, permette di attivare e disattivare moduli mentre il kernel e' in
esecuzione, come citato precedentemente, e presenta un immagine più snella. Lo
svantaggio maggiore sta nel fatto che un kernel modulare è fonte di molteplici
errori per incompatibilità tra moduli.
Il consiglio per i meno esperti è di creare un kernel che non sia ne modulare,
ne monolitico, per evitare problemi vari, e di selezionare solamente le voci
necessarie.
Le prime ricompilazioni del kernel saranno dure :) ma con il passar del tempo,
con l'acquisizione dell'esperienza necessaria, sarete in grado di creare una
configurazione perfetta per la vostra macchina.
Altro punto critico degli user, che si lanciano nella ricompilazione del kernel,
e dove incontrano maggiore difficoltà,è nella selezione dell'hardware presente
sul sistema, domandandosi: "Che voci devo selezionare? Quali sono i miei
componenti?".
Ci sono vari modi per poter conoscere i componenti del proprio computer.
|
1. Aprirlo e guardare ogni
componente, leggerne il modello..ecc.. |
La rete:
Nel menu principale del programma di gestione della configurazione selezioniamo
la voce Device Drivers,che contiene la categoria di supporto alla rete. Per
poter usare i servizi di rete occorre abilitare il supporto di rete nel kernel,tramite
la sezione Networking Options.
In questa sezione e' consigliabile abilitare le seguenti voci:
|
- Packet Socket. |
c) Compilazione del
kernel.
Il passo successivo e' la compilazione del kernel, per effettuare questo si usa
la sequenza di comandi make da root.
|
1: # make clean |
Il primo make serve a eliminare i file creati da una precedente
compilazione,mentre il secondo effettua la compilazione vera e propria creano
l'immagine del kernel;per questo motivo questo comando può richiedere molto
tempo:
|
1: # make clean |
Se tutto va a buon fine e non appaiono messaggi di errore si ottiene il nuovo
kernel in /usr/src/linux-version/arch/i386/boot/bzImage.
Ora e' possibile procedere con la compilazione e installazione dei moduli,usando
sempre il comando make (sempre da root):
|
3: # make modules |
I moduli creati verranno installati nella directory /lib/modules/
per effettuare questo copiare il nuovo kernel nella directory boot:
ATTENZIONE: CREARE UNA COPIA DELLA VECCHIA IMMAGINE NEL KERNEL PER
EVITARE, NEL CASO IN CUI QUALCOSA NON SIA ANDATA BENE.
|
# cp /usr/src/linux-version/arch/i386/boot/bzImage
/boot/vmlinuz-version |
Quindi arrivati a questo punto modificare il file /etc/lilo.conf, in modo tale
che si il sistema al riavvio carichi il nuovo kernel.
|
Un esempio del file /etc/lilo.conf e' : |
|
1ba32 |
PS. Per maggiori informazioni fare riferimento al man lilo.conf(5).
Per rendere effettivi i cambiamenti e modificare il Master Boot Record bisogna
eseguire il comando lilo con l'opzione -v che ha un effetto di rendere l'output
dettagliato:
|
# lilo -v |
nel caso in cui vogliate fare una prova della scrittura dell'MBR lanciare
|
# lilo -t |
nel caso in cui il suddetto comando riporti errori, controllare il file /etc/lilo.conf
E in questo momento e' possibile riavviare il pc e logicamente verificare le
modifiche.
Al riavvio,dopo esserci autenticati come root,verificheremo i messaggi del
kernel con il comando dmesg.
per verificare i moduli che sono caricati dal kernel all'avvio,useremo il
comando:
|
# lsmod |
E' possibile caricare i moduli anche a sistema già avviato,usando il comando
modprobe, un esempio:
|
# modprobe e100 |
Effettua un tentativo di caricamento del modulo relativo alla scheda di rete
e100.
Per disattivare il modulo e quindi le funzionalità della scheda di rete
utilizziamo il comando rmmod.
|
# rmmod e100 |
d) Documentazione
relativa al kernel.
La compilazione del kernel può risultare un po’ ostica per chi si avvicina al
mondo Linux.. ma comunque assieme hai sorgenti ci viene rilasciato anche una
documentazione che e' possibile trovare nelle varie directory.
8. Linux e i
Portatili
a) Installazione.
Installazione ed ottimazione del sistema operativo sui computer portatili, per
ottimizzare le prestazioni e gestire nel miglior modo gli strumenti per il
risparmio energetico.
Un computer laptop può gestire le proprie funzioni avanzate (gestione batteria)
attraverso 2 modi standard,APM & ACPI. Il primo,più vecchio, e' stato
praticamente abbandonato nei portatili di ultima generazione a favore del
secondo e tenendo conto che anche i portatili non molto recenti usano ormai ACPI
e noi focalizzeremo le nostre attenzioni su quest'ultimo.
Le maggiori distribuzioni sono realizzate tenendo conto di questo standard e
richiamano i moduli adatti nella fase di avvio del sistema, quindi controlliamo
che sia installato il demone ACPID e che il relativo servizio sia in funzione :
|
ps aux | grep acpid |
e quindi scrivere, in caso negativo, se si usa una Debian o derivate :
|
apt-get install acpid |
o il comando della distribuzione utilizzata per installare pacchetti.
b) L'orizzonte degli
eventi
Il demone acpid non fa altro che mettersi in ascolto di cio' che avviene in un
file (/proc/acpi/event), eseguendo dei programmi appositi ogni volta che si
presenta un particolare "evento", in relazione agli accadimenti gestibili da
ACPI: inserimento o estrazione della batteria, collegamento o scollegamento
dell'alimentatore, pressione del pulsante di accensione del portatile e cosi
via.
Vediamo come interpretare questi messaggi.
Innanzitutto, disattiviamo momentaneamente acpid, cosi da impedire comportamenti
accidentali (ad esempio, comunemente questo demone viene configurato di default
per fare uno shutdown (arresto del sistema) non appena si preme il tasto di
accensione, cosa non proprio indicata se vogliamo soltanto far esperimenti con
l'ACPI:
|
/etc/init.d/acpid stop |
A questo punto, in un terminale scriviamo:
|
cat /proc/acpi/event |
Ora non ci resta che fare tutte le prove
del caso, partendo magari dal classico inserimento della batteria nel portatile
e segnando da qualche parte i risultati che compaiono via via sullo schermo. Ma
a cosa può servirci tutto questo? E' sufficiente portare un esempio: su alcuni
portatili, l'ACPI ha un fastidioso bug che fa alzare la temperatura della CPU
non appena si inserisce o si toglie "a caldo" la batteria oppure il cavo per
l'alimentatore; la soluzione e' in un piccolo script da richiamare al momento
del bisogno.
Piuttosto che eseguire ogni volta lo script, ovviamente, sarebbe molto più
comodo poterlo far richiamare in automatico per tutte le occorrenze del
problema. Ecco come fare: la directory /etc/acpi/events contiene un file per
ogni evento ACPI, la cui struttura e' la seguente:
|
event=nome_evento |
Nel caso in esame, il nostro file /etc/acpi/events/acpi_bug e' composto dalle
due righe:
|
event=processor |
L'evento "processor" e' stato ricavato dalla lettura di /proc/acpi/event ed
intercorre ogni qual volta nel portatile vengono inserite o tolte batteria o
alimentatore mentre /etc/acpi/acpi_bug.sh contiene semplicemente il richiamo
allo script di correzione del bug. In modo simile, e' possibile stabilire quali
accorgimenti prendere nel caso si chiuda o si riapra il monitor del laptop
(solitamente, si tratta dell'evento "button[ /]lid"),oppure si prema il tasto di
accensione ("button[ /]power").
c) Sospensione e sleep
del portatile
Una funzione estremamente comoda nell'uso quotidiano di un laptop e' quella
della cosiddetta "sospensione su disco": invece di spegnere direttamente il
computer, si crea una copia della memoria su disco rigido, copia che viene letta
alla successiva accensione, con relativo ripristino della sessione di lavoro
precedente; il beneficio di tutto cio' e',chiaramente, quello di un riavvio più
veloce della macchina, con in più la praticita' di avere il nostro computer
nello stato esatto in cui l'avevamo lasciato. Per poter sfruttare il Software
Suspend (swsusp) attualmente presente nei sorgenti del kernel, e' necessario far
uso di una partizione di swap come "deposito" per i nostri dati; innanzitutto
assicuriamoci di avere a disposizione un'area di swap di almeno il 30% più
grande del nostro quantitativo di ram. Ad esempio, con 256MB di ram sara'
consigliabile esser provvisti di una swap di almeno 330MB.
Quindi, nel caso in cui il nostro kernel non abbia il swsusp abilitato,sarà
necessario provvedere ad aggiungere questa funzione. Lanciamo "make menuconfig"
(o la relativa versione grafica), quindi entriamo nella sezione "Power
management options (ACPI, APM)" del menu principale e selezioniamo le voci "Power
Management support" e "Software Suspend" e ricompiliamo il kernel. Fatto cio',
non resta altro che istruire il nostro boot loader (grub o lilo), indicando la
partizione da cui fare il resume dei dati di sistema; per ottenere questo e'
sufficiente aggiungere ai parametri del kernel "resume=/dev/hda2" (/dev/hda2 e'
la nostra partizione di swap). Se utilizziamo grub una entry adatta sarà ,
perciò, simile alla seguente:
|
title kernel 2.6.8.1-3-k7 |
Ma come sospendere effettivamente la macchina? Possiamo farlo a mano? (dando da
root il comando "echo 4 > /proc/acpi/sleep"), ma la scelta migliore e'
certamente quella di utilizzare lo script suspend.sh. Vista la delicatezza
dell'operazione e visto che alcune parti del nostro sistema possono non reagire
correttamente alla sospensione, e' consigliabile fare qualche esperimento e
stabilire adeguatamente quali moduli e quali servizi fermare durante il processo
e poi riavviare una volta che il sistema viene fatto ripartire. Si parla,
invece, di "sleep" (stato di riposo, letteralmente) quando il sistema e le
periferiche vengono poste in un regime di bassa alimentazione e lo stato della
macchina salvato in memoria; purtroppo, la gestione dello sleep sotto ACPI e'
ancora in stato ampiamente sperimentale ed e' molto probabile che sul nostro
portatile esso non funzioni o, peggio ancora, non permetta il corretto
"risveglio" della macchina (del resto, la stessa documentazione del kernel e'
molto chiara in merito visto che consiglia, senza troppi giri di parole, di
abilitarlo solo nel caso in cui si partecipi allo sviluppo dei driver stessi).
Detto cio', se proprio vi sentite temerari, per far uso di questa funzione sarà
sufficiente abilitare il relativo modulo nel kernel ("Sleep States", da Power
management options, ACPI Support) e battere sulla tastiera, dopo la necessaria
ricompilazione, "echo 1 > /proc/acpi /sleep".
d) Cambiare la
frequenza della cpu
Come e' noto, uno dei componenti che maggiormente consumano la preziosa carica
della batteria e' il processore; negli ultimi anni, con lo sviluppo di CPU
sempre più veloci ed avide di energia, sono stati escogitati, per ridurre il
problema, alcuni stratagemmi. Quello più importante consiste nella gestione
dinamica della velocità della CPU: la politica comune e' quella di avere una
velocità bassa di base ed aumentarla via via che le richieste di carico si
fanno più pesanti. Per ottenere questo e' necessario avere abilitato nel kernel
il CPU Frequency scaling (cpufreq); nel caso si utilizzi una distribuzione
recente ed il suo kernel "prefabbricato", e' molto probabile che lo si abbia
installato come modulo; in tale evenienza, basterà aggiungere in /etc/modules
il nome del modulo adatto, a seconda della famiglia di CPU utilizzata; ad
esempio, se si possiede un AMD Athlon K7, si dovrà inserire il modulo chiamato
powernow-k7, e cosi via. Se il nostro kernel non ha il supporto per il cpufreq,
bisogna ricompilare.
La sezione che ci interessa e', di nuovo, "Power management options (ACPI, APM)":
entriamo in "CPU Frequency scaling" e selezioniamo:
|
[*] CPU Frequency scaling |
Quindi scegliamo il modulo adatto al nostro microprocessore.. ad esempio: AMD
Mobile Athlon/Duron PowerNow!
Una volta ricompilato ed installato il nuovo kernel, per cambiare la frequenza
corrente basterà fornire il valore desiderato ad un file; per abbassare la
velocità fino a 600 MHz si dovrà quindi scrivere:
|
echo 600000 > /sys/devices/system/cpu/cpu0/cpufreq/scaling_setspeed |
E' possibile, inoltre, automatizzare il cambio di frequenza con dei programmi
appositi; fra questi vi consiglio powernowd. Questo software si basa
esclusivamente sul carico del processore e, nella configurazione di default,
permette di passare immediatamente alla frequenza più alta non appena il carico
tocca l'80%, scemando pian piano la velocità non appena si giunge sotto la
soglia del 20%. :)
9.Configurazione l'audio con ALSA
Come prima cosa da effettuare apriamo un
terminale (eterm,aterm,rxvt,ecc), ed eseguiamo
/etc/init.d/alsa-utils
stop per disattivare il server sonoro, e subito
dopo con
alsaconf per
accedere al programma di configurazione.
Alsa cercherà la scheda audio presente nel vostro PC.
Dopo averla identificata possiamo scegliere il modulo da caricare,vale anche per
quelle ISA, dopo aver caricati il modulo apparirà un messaggio per chiedere se
modificare il file
/etc/modprobe.conf,e
dopo un altro per confermare la fine dell'operazione.
10.Penne USB
Pen Drive letteralmente ha il
significato di disco-penna, e' un dispositivo di memoria di massa basato su
celle di memoria "Flash", più semplicemente di un dispositivo EEPROM collegato
a una porta usb.
Dopo aver spiegato il significato di pen Drive passiamo al suo funzionamento e
al suo utilizzo :
In anzi tutto apriamo un terminal (konsole, eterm, aterm) dopo logghiamoci come
root,inseriamo ora, la penna-sub ed eseguiamo i seguenti comandi:
|
cd /mnt (ci spostiamo nella
directory /mnt) |
11.Hard disk esterno
L'hard disk o disco rigido e' un dispositivo utilizzato per la memorizzazione di dati,nel nostro caso tratteremo l'utilizzo di un hard disk esterno. In anzi tutto apriamo un terminal (konsole, eterm, aterm) dopo logghiamoci come root,inseriamo ora,hard disk esterno ed eseguiamo i seguenti comandi:
|
cd /mnt (ci spostiamo nella
directory /mnt) |
12.Utilizzo di un Cd-Rom
Il CD-ROM e' un dispositivo di
memorizzazione digitale , l'unita' cd-rom invece è un dispositivo che ci
permette solo la lettura.
Le unità CD-ROM comuni:
|
* Unità CD-ROM SCSI |
Le unità CD-ROM proprietarie:
|
* Aztech CDA268-01A, Orchid CDS-3110, Okano/Wearnes
CDD-110, Conrad TXC, CyCDROM CR520ie/CR540ie/CR940ie (AZTCD) |
Tutte le unità CD-ROM dovrebbero
funzionare in modo simile per la lettura dei dati. Esistono numerosi problemi di
compatibilità con le utilità di riproduzione dei CD. (in particolare con le
unita' NEC).
Passiamo alla praticita':
In anzi tutto apriamo un terminal (konsole, eterm, aterm) dopo logghiamoci come root,inseriamo ora,il cd-rom ed eseguiamo i seguenti comandi:
|
cd /mnt (ci spostiamo nella
directory /mnt) |
13.Come si arresta un processo o un'applicazione bloccata?
Quando un'applicazione non ne vuole
proprio sapere di sbloccarsi l'unico rimedio e' ucciderla o killarla.
Sono disponibili strumenti sia grafici (Xkill) e sia da riga di comando come kill.
Per terminare un applicazione o un processo bloccato,come prima cosa e'
necessario visualizzare i processi attivi con il comando:
|
ps -ax |
dopodiché basta individuare il PID associato alla applicazione bloccata ed eseguire:
|
kill PID |
L'opzione -9 indica il segnale SIGKILL,
per ottenere l'elenco dei possibili segnali da individuare basta eseguire kill
-1
In casi particolari può essere utilizzato il comando fuser, per esempio per il
CD,il floppy,la penna USB,ecc.
|
fuser -v /dev/cdrom (individua
il processo che occupa il cdrom) |
14.Come si verifica se ci sono settori
danneggiati sul disco?
Di questo compito si occupa il comando
fsck e le sue numerosi varianti,a secondo del file system utilizzato dalla
partizione da controllare.
Ad esempio per esaminare una partizione con file system Ext3 bisogna eseguire:
|
fsck.ext3 -c /dev/hdaX (dove
hda indica il disco e X il numero della partizione) |
15.Backup e controllo dell'MBR
Per fa si di creare una copia di backup
nell'MBR (Master Boot Record), il settore di avvio del hd dove viene installato
il boot loader e archiviata la tabella delle partizioni,
il metodo più semplice e' utilizzare il comando dd, con questo tool e'
possibile salvare il contenuto dei primi 512 byte del disco (l'MBR appunto) in
un file:
|
dd if=dev/hda of=MBR.img bs=512
count=1 |
Ringraziamenti:
Questa guida su Linux e' stata
realizzata da Captain
con l'ausilio di alcuni componenti del progetto
hackroom.






